L’euritmia a scuola

Perché l’euritmia pedagogico-sociale

Il percorso euritmico permette ai bambini e ai ragazzi (a partire dall’età di tre anni fino al liceo) di sperimentare con tutto il corpo ciò che viene assimilato a livello intellettuale. L’apprendimento, vissuto “fisicamente” attraverso l’utilizzo di tutto il corpo, si rafforza in quanto non si basa esclusivamente su un processo mnemonico di assimilazione delle nozioni. Inoltre, l’euritmia si pone al di là di tutte le convenzioni linguistiche e di tutte le credenze religiose. Si può prendere spunto dalla Bibbia, come da testi induisti o dal Corano: ciò che conta è la metamorfosi che si crea a partire da queste suggestioni iniziali.

L’arte euritmica ha anche un forte potere di prevenzione nell’ambito della salute psicofisica. Questo deriva dal fatto che essa si approccia al corpo umano come fosse uno strumento, permettendo ai ragazzi di riappropriarsi della consapevolezza della propria età e abbandonando posture improprie. Lo scopo è che gli alunni imparino gradualmente a conoscere il proprio corpo, seguendo correttamente un ritmo e una melodia.

Euritmia pedagocico-sociale

Applicazione

L’euritmia non è semplicemente una ginnastica: mediante l’uso di testi poetici e brani musicali, scelti appositamente per il coinvolgimento emotivo degli alunni, bambini e ragazzi partecipano attivamente agli esercizi sia a livello corporeo che intellettuale. Questo metodo non prevede il contatto fisico, bensì la ricerca di una sintonia in grado di raffinare la percezione e la considerazione dell’altro. L’approccio è sempre collettivo e consiste nel ricreare con il proprio corpo grandi forme geometriche nello spazio, come quadrati o stelle. Progressivamente la difficoltà aumenta e queste forme si fanno sempre più complesse.

Euritmia pedagocico-sociale - gruppo

Nella pedagogia euritmica è sempre presente un elemento teatrale, che potremmo genericamente definire “saggio”. Avere una meta consente di suddividere il lavoro in fase iniziale, intermedia e finale. Se manca questo momento conclusivo, nei bambini può sorgere un sentimento di delusione. La scelta delle scene e dei costumi è un momento collettivo e gioioso, e contribuisce a incrementare l’entusiasmo dei ragazzi in direzione dello spettacolo finale. Nella costruzione dei saggi si cerca di favorire anche coloro che hanno maggiori difficoltà d’apprendimento: quest’impostazione porta delle ricadute positive anche nei confronti di chi ha maggiore facilità nello studio e si sente in qualche modo superiore. Il saggio diviene un atto di coraggio dove il bambino è fortemente spinto a essere presente con tutta la propria persona, e questo fa sì che in lui sorga un cambiamento. Questo mutamento è cruciale e si evidenzia non tanto nelle prove quanto nella rappresentazione. Solitamente, il punto d’arrivo costituisce anche l’inizio di un nuovo ciclo.

Alcuni effetti dell’euritmia pedagogica sono:
• Rafforzamento della facoltà di integrazione armonica con gli altri (team building)
• Scioglimento tensioni fìsiche (come cervicale e mal di schiena)
• Miglioramento della produttività
• Miglioramento della concentrazione
• Miglioramento della qualità del sonno

Euritmia pedagocico-sociale - gruppo

Le fasi dell’apprendimento euritmico

Introduzione

L’euritmia non ha una vera e propria norma, anche se negli ultimi anni in alcuni ambienti sono stati stabiliti dei parametri per la suddivisione delle classi. Personalmente, seguo sempre l’insegnamento di Else Klink, cioè: «Osserva il gruppo, perché sarà il gruppo stesso a dirti cosa fare». Continuo quindi a basarmi solo sull’arte, senza restrizioni o prescrizioni normative, e cercando di capire chi ho davanti. Nella mia prassi pedagogica parto dalla suddivisione della vita umana operata da Rudolf Steiner, che parla di cicli di sette anni (da zero a sette, da sette a quattordici, da quattordici a ventuno e così via). È infatti nel corso di questo andamento che l’individuo si trasforma.

Il percorso euritmico inizia verso i quattro anni e prosegue fino al liceo. Per la scelta dei brani di partenza mi baso sul periodo dell’anno in cui inizia il corso: se, ad esempio, i primi incontri con i bambini si svolgono in autunno, scelgo un piccolo testo che abbia a che fare con quella stagione in modo tale che gli alunni la percepiscano anche con il corpo. Da qui in poi, la scelta dei brani, a cui cerco di affiancare tutte le volte che è possibile un accompagnamento musicale, segue il trascorrere delle stagioni. La musica è eseguita dal vivo al pianoforte e al musicista chiedo, ad esempio, di eseguire le note che Mozart ha composto all’età dei bambini che mi trovo davanti.

1. ETÀ PRE-SCOLARE
2. ELEMENTARI
3. ADOLESCENZA
4. FINE DEL PERCORSO SCOLASTICO

Euritmia pedagocico-sociale - coppia

illustrazioni: Raffaella Ferloni

Il formatore euritmista

La formazione dell’euritmista è molto articolata: oltre alla metrica è necessario conoscere la storia evolutiva dell’uomo e dell’umanità, comprendere le varie epoche in cui essa si suddivide, avere competenze filosofiche, padroneggiare la geometria, l’anatomia e la recitazione. Inoltre, bisogna saper leggere la musica, e meglio ancora saper suonare uno strumento. Per creare una coreografia è necessaria infatti una specifica formazione euritmica, che permetta al docente, analizzando un testo, di individuarne la natura e il ritmo e di selezionarlo su questa base.

Una vita sociale si trova soltanto quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono.

R.Steiner

foto: Milda De Luigi